L'uomo che più di chiunque altro ha segnato la mia vita, gli ha dato, non tanto una direzione perchè poi l'attrice non ho continuato a farla, ma una impostazione, un sapore e un'impronta di passione è stato Giorgio Albertazzi.
Per me era un Amico, un Maestro, una sorta di Padre Interiore... la persona a cui chiedevo consiglio nei momenti più difficili della mia giovinezza e adolescenza, colui che sapevo che c'era e finchè c'era potevo contare su di lui.
Adesso non c'è più e mi mancherà.
Conobbi Giorgio per caso, all'età di 14 anni. Ero andata a teatro con mia madre e le mie sorelle a vedere l'"Enrico IV" di Pirandello e dopo lo spettacolo il protagonista si era intrattenuto per un po' con il pubblico in sala. Come succede in alcune favole, il grande attore mi vede e subito resta colpito da me.
Mia madre, donna volitiva e intraprendente, invita l'intera compagnia a cena per la sera successiva e inaspettatamente Giorgio accetta a nome di tutti.
Non sono alla fine venuti tutti ma lui si, insieme a due giovani attori della compagnia teatrale.
Durante questa prima, emozionantissima cena, Giorgio mi chiede se mi piacerebbe lavorare con lui.
Si, è successo così... ne' più, ne' meno!
Ho il viso, la grazia, la delicatezza, la voce e il fisico perfetto per una parte nel suo prossimo spettacolo. Sta giusto cercando una ragazzina come me, bionda, minuta e delicata...
Come in un sogno accetto!
Un mese dopo volo a Roma per il provino. Si, è vero che lui è un grande attore, importante e famoso ma l'ultima parola spetta al regista.
Il regista è felicissimo. Presa!!!
Si era nel mese di febbraio. A giugno, a Roma, al Teatro Giulio Cesare cominciarono le prove.
La compagnia era immensa, 18 solo gli attori, un numeroso gruppo fra elettricisti, tecnici, sarte, personale amministrativo... insomma un carrozzone immenso che mi affascinava.
Alloggiavo nello stesso Residence di Giorgio, ai Parioli, e avevo la stanza accanto alla sua.
Di notte lo sentivo lavorare. Sembrava non dormisse mai.
In quel periodo stava scrivendo la sua autobiografia, "Un perdente di successo", e il ticchettio della macchina da scrivere mi accompagnava tutte le sere in un mondo di sogni fatto apposta per una ragazzina come me.
La copertina del libro è infatti una foto di scena dello spettacolo che stavamo preparando: il "Riccardo III" di William Shakespeare.
Ricorderò sempre la mia prima prova sul palcoscenico. Il copione enorme tenuto in mano, le mie battute evidenziare in arancione, le gambe che tremavano. Mi sentivo piccola piccola in uno spazio vuoto così immenso, piccola e sola. Il regista da il via e per l'emozione e la tensione il copione mi cade e tutti i fogli si sparpagliano sul tavolato. Tutti i presenti si mettono le mani nei capelli: porta male, porta male (gli attori, sapete, sono molto superstiziosi!). Ero imbarazzatissima ma Giorgio, sul palco pure lui, si accovaccia accanto a me e mi aiuta a raccogliere i fogli, poi mi dice calmo: Adesso sbatti il copione tre volte sul pavimento. Ecco, adesso porta bene!!!".
La prima assoluta dello spettacolo è a luglio, in occasione della stagione estiva del Teatro Romano di Verona.
Giuro, la sera della prima avevo voglia di scappare. Tutto mi sembrava troppo grande per me.
Che ci facevo io in quel teatro, accanto ad un attore tanto famoso? Mi tremavano le gambe. Pensavo: tanto la mia parte non è essenziale, possono fare anche senza di me... Un piccolo taglio e via!!!
Ma sono rimasta, affrontando la mia timidezza, il terrore di dimenticare le battute e la paura di tutti quegli occhi che mi guardavano attenti.
Quella sera ho raccolto gli applausi rivolti a me, a me sola, con una gioia che mi faceva scoppiare il cuore. Giorgio, nei minuti dedicati agli applausi, mi ha preso la mano e mi ha accompagnata in mezzo al palcoscenico. La più giovane della compagnia al suo debutto assoluto!!!
Un inizio alla grande!!!
Dopo Verona ci siamo tutti trasferiti in Sicilia per la stagione estiva del Teatro Greco di Taormina. Spettacolare quel teatro ed emozionantissimo recitare li.
Nei vari spostamenti, essendo io minorenne, mi accompagnava mia madre.
Durante il giorno si andava in spiaggia a fare il bagno, poi si pranzava quasi sempre tutta la compagnia insieme e la sera, dopo lo spettacolo, si andava fuori a cena e si restava a chiacchierare fino a tardi. Forse non era la vita ideale per una ragazzina della mia età, ma l'arricchimento che ne ho ricevuto è stato incommensurabile. Quell'estate ho conosciuto Bianca Toccafondi, Anna Proclemer, Vittorio Gassman, Massimo Troisi ed Enrico Maria Salerno. Con Troisi, in particolare, ci ho passato parecchio tempo!
A metà agosto sono ritornata a casa, con la prospettiva però di una intera tournee in giro per l'Italia che sarebbe incominciata all'inizio di ottobre.
A Ottobre il carrozzone è ripartito da Arezzo e da li siamo andati dappertutto, per quasi un anno intero. Non sempre mia mamma mi poteva accompagnare e così mi aveva affidato ad un'attrice della compagnia. Ma a Firenze, siccome Dorotea non poteva tenermi perchè era lei stessa ospite da amici, sono stata affidata a Giorgio. Per tre settimane mi ha fatto da padre!
Dove andava lui, andavo anche io. Mi gonfiavo di orgoglio quando, in giro per la città o nei ristoranti, lo fermavano per un autografo e io ero li, con lui... Quando era invitato da qualcuno, ci portava anche me. In quel periodo ho fatto e visto cose e persone pazzesche, ma non me ne rendevo conto perchè ero una ragazzina e molte cose non le sapevo.
Per farvi un esempio: un giorno a mezzogiorno Giorgio mi chiama e mi dice che saremmo andati a pranzo con uno scrittore. Va bene, mi preparo. Prendiamo un taxi, solito tassista che fa i complimenti, Giorgio che mi presenta come sua pupilla... Arriviamo al ristorante dove, in un tavolino un po' in disparte nella sala ci aspetta un uomo anziano, cordiale e gentile.
Insomma, ho pranzato con Giorgio Albertazzi e Mario Luzi.... vi rendete conto?
La tournee è davvero lunga; 230 repliche, decine di città, sempre la valigia in mano, ma io mi diverto. E' un mondo nuovo per me e, almeno nei primi mesi, la nostalgia non mi assale.
Ma poi, a poco a poco, sento il bisogno di stare con mio padre, con le mie sorelle, con il mio cane e i miei gatti... comincio a sentire il bisogno di un focolare, di radici... Capisco di essere un albero e che forse quella professione non fa per me! Ma per il momento questo pensiero lo tengo stretto nel mio cuore.
Ogni sera resto dietro le quinte a bere ogni battuta come un unguento... osservo il mio Maestro fare ogni sera la stessa cosa eppure è ogni sera diversa. Sembra che nessun'altro si accorga della sua immensa bravura, forse abituati, forse assuefatti. Come si fa ad assuefarsi al genio???
Ed io sono li, accanto ad un Attore vero.
Avevamo un paio di scene insieme. Io facevo la parte di sua nipote (ma non andate a cercare sul testo... la mia parte è stata ampliata e in pratica "inventata" dal regista e da lui) e in una scena in particolare Riccardo III insegna alla sua nipotina preferita a tirare di scherma.
Quella sera, non ricordo in che città fossimo, Giorgio si accorge che in terza fila un signore, gettata la testa all'indietro, dorme della grossa. Interrompe la lezione di scherma, mi prende per mano e mi accompagna al proscenio. Mi indica l'uomo, mi guarda e mi dice: "Lo svegliamo?". Io furbetta e cattivella gli rispondo: "Si, svegliamolo!!!". Come pazzi scatenati cominciamo a saltare e urlare e il poveretto salta sulla sedia svegliandosi di soprassalto.
Alla fine dello spettacolo, nei camerini, io ancora eccitata per l'accaduto, Giorgio viene da me e mi dice: "Brava, sapevo che con te una cosa del genere potevo farla. Sei una vera attrice!".
E' stato un anno duro e faticoso. Non solo lo spettacolo tutte le sere, gli spostamenti e il resto... ma anche studiavo per poter poi dare gli esami da privatista a giugno. Ho fatto tutto da sola.
Sono davvero orgogliosa per tutto quello che ho fatto in quell'anno (era il 1984!!!), non solo per la serietà e l'impegno che ho messo in quello che ho avuto l'onore di fare, ma anche perchè. diamine, avevo solo 15 anni ed ero lontana da casa, lontana dagli affetti e dal calore di una famiglia.
Per fortuna che c'era Giorgio, il mio dolce Padre Putativo per quell'anno.
A Milano, al Teatro Manzoni, la Tournee si esauriva.
Lo spettacolo non era più quello di Verona; con il tempo si era evoluto, era migliorato. Tutti eravamo cresciuti stando accanto ad un grande attore e uomo come Giorgio Albertazzi e i saluti, nonostante la mia grande voglia di ritornare a casa, sono stati molto dolorosi.
Al termine dell'ultima rappresentazione, Giorgio ha presentato al pubblico ad uno ad uno tutti gli attori della compagnia. Per tutti ha avuto una parola d'affetto e una battuta di spirito. Quando è arrivato a me, mi ha accompagnata in mezzo al palco e ha detto: "Questa è la mascotte della compagnia, è la più giovane. Quando ha cominciato era una ragazzina, adesso è un po' cresciuta. Ricordate il suo nome, perchè sentirete ancora parlare di lei".
Ho vissuto molte vite in questa vita, ho cambiato spesso strada e direzione ma sono sempre stata convinta che il periodo più bello, più intenso e più formativo l'ho vissuto in quello straordinario anno di lavoro con Albertazzi.
Ho continuato a frequentarlo e a sentirlo per molti anni, anche dopo. A lui ho confidato i miei dubbi quando a vent'anni sono tornata a Roma per tentare di nuovo la carriera di attrice, a lui ho confidato la mia natura arborea e il bisogno di radici e lui mi ha compreso anche se era dispiaciuto, l'ho consultato quando ho avuto dubbi sulla scelta dell'Università, mi ha consolata quando è morto mio padre... Quando mi sono fidanzata gli ho presentato Roberto e quando mi sono sposata l'ho invitato al matrimonio anche se lui, per motivi di lavoro, non è potuto venire.
Lui conosceva di me molte cose e credo, spero, mi volesse bene.
L'ultima volta che l'ho sentito al telefono sarà stato dieci anni fa circa, in occasione del suo matrimonio con Pia, poi non l'ho più sentito.
Per me era come fosse immortale e adesso che non c'è più mi è venuta a mancare una colonna.
Giorgio è stata la prima persona che abbia davvero creduto in me e nelle mie capacità, che mi abbia spinta ad eccellere in tutto quello che faccio e questa spinta mi è rimasta dentro. Se faccio una cosa voglio farla al meglio e questo me l'ha insegnato lui.
Conserverò per sempre questa foto con la sua dolcissima dedica: "A Franceschina, mia figlia d'arte".
Addio Maestro... e grazie davvero per tutto quello che mi hai dato.
Un bacio ovunque tu sia
Franceschina
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lunedì 30 maggio 2016
martedì 8 settembre 2015
Le nuove stelle!
I tempi cambiano e anche gli idoli dei ragazzi. Me ne sono resa conto sabato quando, dopo insistenti preghiere, ho ceduto e ho accompagnato mia figlia in provincia di Venezia (150 Km da casa) in un Centro Commerciale (che non sopporto, soprattutto nel fine settimana) per partecipare ad un incontro di Youtubers.
Cosa sono i Youtubers???
Adesso vanno per la maggiore, fanno impazzire i ragazzini, sono le nuove stars del momento.
In pratica sono ragazzi (di età varia ma in genere dai 16 ai 25 anni) che fanno brevi video su Youtube. Alcuni sono carini (a me personalmente, per esempio, piacciono i Pantellas, due ragazzi della provincia di Varese che fanno gags divertenti e video intelligenti!) ma altri sono davvero poco interessanti e ripetitivi.
Il più famoso in assoluto è Favij, un così detto Gamer perchè i suoi video hanno come tema i Videogiochi. Questo ragazzo, che credo abbia 20 o 21 anni, ha 2 milioni di iscritti al suo canale (DUE MILIONI!!!), un numero impressionante.
Insomma, per farla breve, sabato sono stata costretta ad andare a vedere questi tre...
Tre ore di viaggio per andare e tornare, quasi sette ore di fila (un incubo!!!) per pochi secondi sul palco con loro, un abbraccio e una foto insieme.
Ho chiesto a mia figlia: "Ma ne vale la pena?" e lei emozionatissima e quasi in lacrime mi ha risposto "SIIIII, ne vale la pena!!!".
Scusate, ma io non capisco!!!!
Naturalmente io non ho fatto la fila (ci mancherebbe!) ma ho assistito a questo strano rito pagano da un ballatoio. Faceva caldo, c'era una folla immensa, le ragazze si spintonavano per salire sul palco, la musica a palla.... Mamma mia, mai più!!!!
Però, se devo essere sincera, è due giorni che mia figlia ne parla... mostra la foto a tutti... è felicissima...
Ma si dai, tutto sommato ne è valsa la pena!!!
Anche se continuo a non capire...
Un bacio
Francesca
Cosa sono i Youtubers???
Adesso vanno per la maggiore, fanno impazzire i ragazzini, sono le nuove stars del momento.
In pratica sono ragazzi (di età varia ma in genere dai 16 ai 25 anni) che fanno brevi video su Youtube. Alcuni sono carini (a me personalmente, per esempio, piacciono i Pantellas, due ragazzi della provincia di Varese che fanno gags divertenti e video intelligenti!) ma altri sono davvero poco interessanti e ripetitivi.
Il più famoso in assoluto è Favij, un così detto Gamer perchè i suoi video hanno come tema i Videogiochi. Questo ragazzo, che credo abbia 20 o 21 anni, ha 2 milioni di iscritti al suo canale (DUE MILIONI!!!), un numero impressionante.
Insomma, per farla breve, sabato sono stata costretta ad andare a vedere questi tre...
![]() |
| Alberico Di Giglio, Leila2000 e Leonardo Decarli |
Ho chiesto a mia figlia: "Ma ne vale la pena?" e lei emozionatissima e quasi in lacrime mi ha risposto "SIIIII, ne vale la pena!!!".
Scusate, ma io non capisco!!!!
Naturalmente io non ho fatto la fila (ci mancherebbe!) ma ho assistito a questo strano rito pagano da un ballatoio. Faceva caldo, c'era una folla immensa, le ragazze si spintonavano per salire sul palco, la musica a palla.... Mamma mia, mai più!!!!
Però, se devo essere sincera, è due giorni che mia figlia ne parla... mostra la foto a tutti... è felicissima...
Ma si dai, tutto sommato ne è valsa la pena!!!
Anche se continuo a non capire...
Un bacio
Francesca
lunedì 8 giugno 2015
Incontri trilustri!!!
L'ultima volta è stata 15 anni fa...
Qualcuno non c'è più, ma moltissimi si sono aggiunti nel frattempo.
Periodicamente, tutti i discendenti di Domenico e Gabriella (per sapere di chi sto parlando clicca qui ) si incontrano per un pranzo insieme.
Ci siamo incontrati in un bellissimo ristorante sui Colli Orientali del Friuli, esattamente qui...
Tanti, tantissimi cugini, molti dei quali conosco solo di vista e alcuni, che ormai vivono lontani, che addirittura non ho visto mai. Tanti, tantissimi bambini, perchè la vita è un miracolo meraviglioso.
Eravamo una ottantina di persone, tutti discendenti da quella bella coppia di sposi che più di cento anni fa ha generato 7 figli e da quei figli altri figli fino a noi, fino ai nostri figli.
Emozionante poter ricordare mio padre, parlare di lui con i suoi cugini diretti, ormai anziani e curvi e vedere i bambini, belli, sorridenti, felici, correre sul prato, giocare a calcio tutti insieme.
Da una parte gli anziani, dall'altra i bambini, un paio di cugine incinte...
E tutto è cominciato da Domenico e Gabriella.
Il prossimo incontro tra cinque anni!!!
Un GRAZIE grandissimo a mio cugino Michele che ha organizzato tutto...
Vi abbraccio
Francesca
Qualcuno non c'è più, ma moltissimi si sono aggiunti nel frattempo.
Periodicamente, tutti i discendenti di Domenico e Gabriella (per sapere di chi sto parlando clicca qui ) si incontrano per un pranzo insieme.
Ci siamo incontrati in un bellissimo ristorante sui Colli Orientali del Friuli, esattamente qui...
Tanti, tantissimi cugini, molti dei quali conosco solo di vista e alcuni, che ormai vivono lontani, che addirittura non ho visto mai. Tanti, tantissimi bambini, perchè la vita è un miracolo meraviglioso.
Eravamo una ottantina di persone, tutti discendenti da quella bella coppia di sposi che più di cento anni fa ha generato 7 figli e da quei figli altri figli fino a noi, fino ai nostri figli.
Emozionante poter ricordare mio padre, parlare di lui con i suoi cugini diretti, ormai anziani e curvi e vedere i bambini, belli, sorridenti, felici, correre sul prato, giocare a calcio tutti insieme.
Da una parte gli anziani, dall'altra i bambini, un paio di cugine incinte...
E tutto è cominciato da Domenico e Gabriella.
Il prossimo incontro tra cinque anni!!!
Un GRAZIE grandissimo a mio cugino Michele che ha organizzato tutto...
Vi abbraccio
Francesca
venerdì 30 gennaio 2015
LE MALDOBRIE di Nonno Giulio
In realtà per me sarebbe più corretto scrivere "LE MALDOBRIE di Zio Giulio" o meglio ancora del Prozio Giulio...
Ed eccolo il Prozio Giulio, fratello minore di mio nonno Luigi.
Leggendo il suo libro mi sono letteralmente tuffata nella vita della mia famiglia paterna dei primi del '900. I bisnonni Gabriella e Domenico, mio nonno Luigi, il secondogenito e poi gli altri fratelli e sorelle, in tutto sette.
Una famiglia decisamente benestante, che girava in carrozza, viveva in una grande villa e aveva mezzadri e servitù. I figli se la spassavano tutto il giorno, giocando nei campi e nei boschi e facendo un sacco di scherzi e a volte anche dei danni.
Ho scoperto cose che non avrei mai immaginato. Per esempio non sapevo che mio nonno, lo zio Giovanni, di un anno più giovane, lo zio Giulio e lo zio Bruno sono stati cacciati da ben tre collegi quando frequentavano le superiori, proprio per la loro propensione agli scherzi e alla insofferenza alla disciplina.
D'altronde erano cresciuti in campagna, liberi come uccelli, con due genitori piuttosto permissivi e la vita di collegio non era certo fatta per loro.
La prima parte del libro racconta proprio di questo periodo spensierato: l'amore per la natura, la continua scoperta della sua bellezza, le rivalità tra bande di ragazzini del paese, la costruzione delle capanne sugli alberi... ma anche le mille burle che la meravigliosa fantasia di quei ragazzini sfrenati sapeva inventare...
In estate la famiglia andava in villeggiatura a Lignano, che al tempo non era certo il centro turistico che è adesso!!! Vi erano solo due alberghi e poche case e le persone che vi andavano erano più o meno sempre le stesse. Fra loro anche famiglie austriache. Lo zio racconta di come amassero sbeffeggiarli e a volte scoppiavano grandiose risse tra italiani e austriaci, preludio della guerra che da li a poco sarebbe scoppiata.
L'ultima parte del libro parla degli anni del collegio, che coincidono anche con gli anni della guerra: i bombardamenti sulla città di Udine, la penuria di cibo, la nostalgia per il periodo dell'infanzia spensierata... ma nonostante la situazione non facile non smettevano mai di fare scherzi e burle!!!
Intanto la Grande Guerra si fa sempre più presente nella vita della famiglia: qualche amico e vicino partito per il fronte non torna, i contadini richiamati che non lavorano più i campi e la campagna che è semiabbandonata e poi, il colpo più duro, mio nonno Luigi che si arruola volontario e parte per il fronte del Carso, le sue sporadiche visite in licenza, i suoi drammatici racconti. Le ultime pagine si chiudono con la tragica ritirata di Caporetto, l'abbandono frettoloso della casa, gli austriaci che avanzano veloci, i colpi di mitraglia, la paura, la fame...
Vorrei scrivervi qualche stralcio, qualche passaggio, ma dovrei trascrivervi tutto il libro perchè è tutto bellissimo. L'edizione è di quelle famigliari, stampato in pochi esemplari solo per la lettura dei parenti e degli amici ma questo libro meriterebbe una pubblicazione "vera" perchè oltre ad essere ben scritto, è ironico, divertente e racconta una pagina della nostra storia davvero interessantissima.
Sono davvero contenta di avere letto questo libro perchè c'erano moltissime cose della storia di mio nonno e dei suoi fratelli che ignoravo totalmente.
Mio nonno lo ricordo poco perchè purtroppo morì quando avevo appena 5 anni, lo zio Giovanni perse la vita molto giovane cadendo da cavallo, zio Giulio divenne medico e primario stimatissimo e come tutti gli altri visse una vita lunga e serena. Serbo dei vecchi zii, tutti ormai scomparsi da tempo, un caro ricordo...
C'è qualcosa nei loro visi che mi commuove. Nei loro occhi vedo gli occhi di mio padre e in parte anche i miei. Un filo ci lega, un filo fatto di destino e sangue, di DNA e di ricordi!
Ma spontanea mi sorge una domanda: come mai mio nonno Gigi, che si è arruolato volontario a diciotto anni per andare a sparare agli odiati austriaci, che ha combattuto a Caporetto e a Vittorio Veneto, poi abbia sposato una ragazza austriaca? L'Amore... l'Amore...
Questo libro è prezioso. Avrà nella mia libreria il posto d'onore!!!
Un abbraccio a tutti
Francesca
Ed eccolo il Prozio Giulio, fratello minore di mio nonno Luigi.
Leggendo il suo libro mi sono letteralmente tuffata nella vita della mia famiglia paterna dei primi del '900. I bisnonni Gabriella e Domenico, mio nonno Luigi, il secondogenito e poi gli altri fratelli e sorelle, in tutto sette.
| Da sinistra: Zio Giovanni, Zia Anna, Zio Giulio, Zio Gino e Zio Bruno. Nella foto mancano mio nonno Luigi e la Zia Caterina. |
Ho scoperto cose che non avrei mai immaginato. Per esempio non sapevo che mio nonno, lo zio Giovanni, di un anno più giovane, lo zio Giulio e lo zio Bruno sono stati cacciati da ben tre collegi quando frequentavano le superiori, proprio per la loro propensione agli scherzi e alla insofferenza alla disciplina.
D'altronde erano cresciuti in campagna, liberi come uccelli, con due genitori piuttosto permissivi e la vita di collegio non era certo fatta per loro.
| I miei Bisnonni, Gabriella e Domenico |
| da sinistra: nonno Luigi, Zio Giulio e Zio Giovanni (1904) |
| La famiglia in villeggiatura ai bagni di Lignano nel 1910 |
Intanto la Grande Guerra si fa sempre più presente nella vita della famiglia: qualche amico e vicino partito per il fronte non torna, i contadini richiamati che non lavorano più i campi e la campagna che è semiabbandonata e poi, il colpo più duro, mio nonno Luigi che si arruola volontario e parte per il fronte del Carso, le sue sporadiche visite in licenza, i suoi drammatici racconti. Le ultime pagine si chiudono con la tragica ritirata di Caporetto, l'abbandono frettoloso della casa, gli austriaci che avanzano veloci, i colpi di mitraglia, la paura, la fame...
Vorrei scrivervi qualche stralcio, qualche passaggio, ma dovrei trascrivervi tutto il libro perchè è tutto bellissimo. L'edizione è di quelle famigliari, stampato in pochi esemplari solo per la lettura dei parenti e degli amici ma questo libro meriterebbe una pubblicazione "vera" perchè oltre ad essere ben scritto, è ironico, divertente e racconta una pagina della nostra storia davvero interessantissima.
Sono davvero contenta di avere letto questo libro perchè c'erano moltissime cose della storia di mio nonno e dei suoi fratelli che ignoravo totalmente.
Mio nonno lo ricordo poco perchè purtroppo morì quando avevo appena 5 anni, lo zio Giovanni perse la vita molto giovane cadendo da cavallo, zio Giulio divenne medico e primario stimatissimo e come tutti gli altri visse una vita lunga e serena. Serbo dei vecchi zii, tutti ormai scomparsi da tempo, un caro ricordo...
C'è qualcosa nei loro visi che mi commuove. Nei loro occhi vedo gli occhi di mio padre e in parte anche i miei. Un filo ci lega, un filo fatto di destino e sangue, di DNA e di ricordi!
Ma spontanea mi sorge una domanda: come mai mio nonno Gigi, che si è arruolato volontario a diciotto anni per andare a sparare agli odiati austriaci, che ha combattuto a Caporetto e a Vittorio Veneto, poi abbia sposato una ragazza austriaca? L'Amore... l'Amore...
| Nonno Gigi, Nonna Lilli e mio papà... (1929) |
Un abbraccio a tutti
Francesca
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